Analisi

Ecco perché con Ratzinger il Vaticano è una continua fuga di notizie

Giuseppe Baiocchi

Il maggiordomo del Papa, Paolo Gabriele, la talpa di Vatileaks, è stato condannato a un anno e mezzo di carcere per furto aggravato di documenti riservati della Santa Sede, finiti sui giornali italiani e nel libro di Gianluigi Nuzzi Sua Santità. L’accusa aveva chiesto tre anni. Ripubblichiamo una nostra analisi.

C’è un aspetto che sfugge nella ricorrente alluvione di rivelazioni sulla vita interna della Santa Sede. E cioè che la fuga di notizie e di commenti e di polemiche si è verificata soltanto da quando il cardinale Joseph Ratzinger è stato chiamato dal conclave a salire sul soglio di Pietro. Prima, e per diversi pontificati, nulla usciva al circuito mediatico e all’opinione pubblica per quanto vi fosse una morbosa curiosità sugli inaccessibili “segreti del Vaticano”.

Per decenni, se non secoli, la corporazione giornalistica dei “vaticanisti” (come quella dei “cremlinologi”) ha consumato le sue intelligenze e le sue rilevanti professionalità nel difficile esercizio dell’interpretazione ambivalente e della sofisticata ricostruzione di linee di tendenza, delle gerarchie di potere, di scelte anche mondane attraverso un uso complesso di fonti incrociate e spesso contrastanti, di analisi raffinate dei documenti ufficiali, e di qualche ben coltivata “gola profonda”. Ora invece si spiattellano rapporti riservati, corrispondenze personali, scambi interni tra gli uffici di governo, relazioni diplomatiche, fino alle carte che arrivano ogni mattina sulla scrivania personale del Papa.

Se il Vaticano è diventato un colabrodo, è perché in molti dall’interno hanno scavato i buchi e trovato i canali per far arrivare ad altri, che non fossero i destinatari diretti, le singole informazioni. E sembra chiaro che proprio la presenza di Benedetto XVI (professore e maestro di teologia ma anche a suo modo sorprendente e carismatico riferimento per le giovani generazioni) finisca per aumentare in maniera esponenziale l’ostilità esterna verso la Chiesa che appare sempre più scomoda e nemica della cultura dominante, del “pensiero unico” che vorrebbe rinchiudere la religione nello spazio privato e nel recinto di uno sdolcinato buonismo solidale.

Dal colabrodo arriva e continuerà ad arrivare di tutto: succosissimi pettegolezzi, ampi rifornimenti per riempire il serbatoio della macchina del gossip e della macchina del fango, e tuttavia di scarso impatto morale e pure politico. Infatti, come sa bene ogni ricercatore serio e ogni attento analista politico, la parzialità dei documenti ne inficia l’importanza. Non avendo il complesso delle carte, ma solo alcuni frammenti, scelti fior da fiore dalla “manina misteriosa” che li fa scivolare fuori, è impossibile, se non pericoloso, farsi su queste fragili basi un’idea realistica e plausibile di quanto davvero si consuma nei sacri palazzi.

E tuttavia pure queste rivelazioni, unite a quelle degli ultimi mesi, sono a loro modo parzialmente istruttive. Disegnano conflitti interni e feroci ai vertici della Chiesa (che però non sono mai stati una novità nel corso dei secoli) e insieme un deficit di guida sicura e una qual incertezza sulle posizioni da assumere anche il merito a scelte di natura più terrena.

Si conferma infatti l’inadeguatezza di alcuni dei più stretti collaboratori di Ratzinger. Pure il fedelissimo segretario di Stato, il cardinale salesiano Tarcisio Bertone, nel suo zelo iperattivo e nelle spallate a voler allargare i suoi campi di potere si è certo dimostrato iperattivo e iperpresenzialista, ma anche poco fine e molto pasticcione, come lamenta sottovoce il servizio diplomatico che pure da lui formalmente dipende.

Così pure, al di là della pesante vicenda del clero pedofilo e dell’immagine non brillante del rapporto con i lefebvriani , emerge l’articolata indecisione sul rapporto con le società civili e politiche, soprattutto in Italia. Il riemergere di documenti specifici sul “caso Boffo”, ad ormai quasi tre anni dalla sua esplosione, fa capire che il confronto interno sulla presenza politica dei cattolici nel Paese è ben lontano dall’aver trovato una sintesi feconda e ben determinata, che vada oltre il sempre più frequente appello ai laici credenti a spendersi nell’impegno civile e pubblico per segnare cristianamente la vita delle società e delle stesse istituzioni.

Che l’attacco violentissimo e scomposto all’allora direttore di “Avvenire” fosse un combinato disposto tra la sinistra dell’Università Cattolica e la destra esecutrice di Vittorio Feltri lo si sapeva da tempo: ma era rimasto sempre un sospetto che la vicenda fosse transitata (se non gestita) dalle ovattate stanze dell’”Osservatore Romano” e di quel neo-direttore (lo storico e intellettuale GianMaria Vian) che proprio sull’Avvenire di Boffo aveva ricevuto il lancio robusto di credibilità e di diffusione.

Oggetto reale del contendere, oltre al corposo potere interno alla Chiesa italiana del dopo-Ruini, era - e si rimanifesta tutt’ora - la linea da tenere sulle laceranti questioni della bioetica, dove appunto lo stesso “Osservatore” è stato ed è più condiscendente e più lontano dall’ortodossia dottrinaria di Papa Ratzinger.

Quello che in fondo insieme sorprende e colpisce in tutte queste vicende, più o meno nobili o miserande, che riguardano la Chiesa e i cattolici è la presenza ripetuta, ricorrente e talvolta ossessiva, di un quotidiano certamente laico per natura e storia, e spesso miscredente per cronaca, come il “Corriere della Sera”. La testata di via Solferino, a quanto sembra, ha proprio messo in soffitta la separazione liberale tra Chiesa e Stato.

Lo si è visto nell’ottobre scorso a Todi, all’incontro delle associazioni cattoliche, dove in diversi dal Corsera sono scesi a dettare la linea della presenza politica. Lo si nota spessissimo nelle cronache ecclesiastiche e nelle analisi degli osservatori dove rifulge il verbo sulla Chiesa del professor Ernesto Galli della Loggia e dei suoi numerosi famigli (non a caso accasati pure all’”Osservatore Romano”). La direzione del Corriere sembra davvero andare a rimorchio dietro il mix di “atei devoti e neoclericali”. Per un giornale laico è almeno stravagante: e forse Ferruccio De Bortoli non respingerà questa messa in guardia che proviene dall’antica e affettuosa colleganza: che cioè porta davvero male, e più presto di quanto si immagini, pensare di insegnare al Papa il suo mestiere...

Comments

questo articolo è fazioso, un

questo articolo è fazioso, un commento che non tiene conto di tante notizie importanti che per quanto parziali danno la spietata verità dei numeri, tipo che il vaticano gestice il 20 per cento del partimonio immobiliare italiano e non paga 4 miliardi di euro l anno che dovrebbe pagare, o come lo ior venga sistematicamente usato per ricilare denaro (anche quello mafioso) questa " fuga di notizie " non è un attacco alla chiesa , è solamente il sistema corrotto ecclesiastico del dopoguerra che dimostra la sua inadeguatezza perchè prima era piàù facile mantenere il controllo delle informazioni ora non si hanno dei mezzi aggiornati, e soprattutto fortunatamente la chiesa ha un pò meno potere sulle masse (ma ancora a livelli pre-moderni solo qui in italia)

La chiesa o meglio le sue

La chiesa o meglio le sue alte gerarchia sono solo un cumulo di segreti impermeabili...se e' cosi' che dice Gesu' Cristo o se e' cosi' il modo di trattare i fedeli non mi sembra giusto...la chiesa ha due facce:una i credenti,i missionari,coloro che aiutano veramente i poveri;l'altra e' solo simbolo di potere e corruzione.Decidano loro una volta per tutte che strada seguire perche',da credente,non approvo questa faccia cosi' oscura.In secondo luogo permettino lo sviluppo delle altre religioni del mondo in Italia e si allontanino dalla politica italiana: anche il popolo e' capace di ragionare da solo,non perche' siamo cattolici dobbiamo vivere chiusi e non aprirci agli altri,e fare scelte in quanto solo cattolici e guidati dalla chiesa.La chiesa mi sembra che non sappia piu' in che direzione andare e non sta vivendo appieno i grandi cambiamenti che stanno avvenendo,compreso quello dei suoi fedeli che si attendono risposte e non quel conservatorismo che come quello della politica, serve solo a difendere certi privilegi non piu' attuali e tollerati.Ancora una volta,in questo caso,si e' rivelata chiusa ed e' per questo che perdera' molti consensi giustamente.Gesu' diceva altro.....da sempre.

ciò che non convince (ma

ciò che non convince (ma nemmeno sorprende ) del processo al maggiordomo,è il vuoto pneumatico che sembra circondarlo : nessun complice,nessun suggeritore,nessun collegamento interno od esterno.avrebbe fatto tutto da solo ma non si capisce perchè l'abbia fatto. "per il bene della chiesa" dice lui. ma quale bene ed in che senso ?
ratzinger o non ratzinger,il vaticano rimane quel covo di intrighi e colpi bassi che è sempre stato e che è ovvio che sia vista la natura autocratica del potere che lo regge.
com'era nella russia degli zar e com'è probabilmente oggi nell'arabia saudita e in qualche altro sceiccato medioorientale.

questo non centra niente con

questo non centra niente con la vostra notizia, sig, papa lei viene il 3 giugno a bresso, mi sta bene, ma la cosa che non mi va giu; e per colpa sua il sabato non mi fanno lavorare, potrei far finta di prendermi un giorno di festa, allora per la domenica ho chiesto un permesso per andare a lavorare ma i vigili non me l anno accettato,questo non mi sembra giusto perche a me i soldi non me le regalano. meno male che ci anno insegnato che il signore aiuta tutti ma lei lo sta facendo o sta pensando come la magior parte della gente? si ricordi che ce crisi e come me che perde due giorni di lavoro ce ne sono tanti,

Caro ex-direttore de La

Caro ex-direttore de La Padania. L'ha pagata Belsito per scrivere fregnacce? I leaks dal Vaticano ci son sempre stati.

spero che sia solo

spero che sia solo l'inizio.La chiesa dei frati e dei monaci deve soppiantare la chiesa dei consoli e cortigiani.
che il Vaticano diventi un vero stato laico e lasci la fede ai fedeli

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