Intervista

“Non si rinnova la classe dirigente candidando Pippo Baudo”

Dario Ronzoni

Per un poco è tornato alla ribalta della cronaca, perché lo avevano indicato come possibile candidato alle regionali siciliane. Ma lui, lo storico conduttore televisivo Pippo Baudo ha detto no, come già altre volte. Ma le sue idee, in politica, le ha e le coltiva con chiarezza. Dice no a Grillo, ad esempio, e in generale invita i giovani a creare, inventare e darsi da fare. E chiacchierando con Linkiesta aggiunge: “Non si rinnova la classe dirigente candidando Pippo Baudo”

Il conduttore televisivo Pippo Baudo
Il conduttore televisivo Pippo Baudo

Dice no, per l’ennesima volta, alla politica. Torna, o piuttosto resta, in televisione. Si lancia con un nuovo programma, senza studio, in viaggio per l’Italia. Non conosce sosta e continua a studiare, perché si definisce una “scimmia curiosa”, ma ha anche la saggezza dell’età, che gli permette di dare consigli ai giovani. Passano gli anni, ma Pippo Baudo (sì, proprio lui) è sempre Pippo Baudo.

Cominciamo dalla politica: lei ha sempre detto no. Anche stavolta. Eppure, come diceva la canzone, “ci vorrebbe Pippo Baudo a comandà”
Ma no, ho sempre detto di no perché non è il mio mestiere: oramai è in voga il vizio di improvvisare, si pensa di poter fare tutto. Anche il conduttore. E anche il politico.

E questo lo aveva già detto. Però lei è un direttore artistico. Ha dimostrato di saper organizzare anche cose complesse e delicate. Insomma, le doti le avrebbe, no?
Eh, ma far il direttore artistico non significa saper governare un Paese.

Non pensavo proprio a un paese intero, ma magari un Comune.
No, no. Non mi interessa: io mi dedico alla politica solo da cittadino, perché è un dovere. Mi piace, mi importa. Sono un europeista convinto, ad esempio. Ero entusiasta delle scelte di De Gasperi, Schuman e Adenauer. Mi piace la politica, la seguo. Conosco bene i problemi della mia regione, la Sicilia, e sono molto preoccupato. Conosco lo scontento delle classi di operai, di contadini. E penso che sia necessario un profondo rinnovamento di tutta la classe dirigente. Ma di certo non candidando Pippo Baudo.

Lei ha detto che come idee, è inclinato a sinistra.
Diciamo che mi iscrivo a una corrente di pensiero che potrebbe inquadrarsi nella sinistra.

Più o meno lo stesso. Però in Rai è entrato in quota Dc.
No, no. Io in Rai entrai facendo un provino che ho superato brillantemente. Non ho mai, e dico mai, avuto bisogno di queste corsie preferenziali. Mi sono basato solo sul successo che hanno avuto i miei programmi.

E sul successo dei personaggi che ha scoperto.
Sì, ma ognuno poi va per la sua strada. Dei personaggi che ho scoperto, come Heather Parisi e Lorella Cuccarini, mi manca più di tutti Massimo Troisi. Ma immagino che lei, tra tutti, voglia andare a parare su Beppe Grillo.

Lo sente?
Sì. E Beppe Grillo è proprio la dimostrazione che la mia scelta di star lontano dalla politica si è rivelata molto saggia.

Perché?
Troppo populismo, troppi litigi. Anche adesso, deve vedersela con un ennesimo dissidio interno. Una condizione che non augurerei a nessuno. E un movimento che, comunque, non seguirei. Non c’è davvero una proposta politica dietro. C’è una protesta, giustificata, ma astratta e senza contenuti. Non lo voterò, e a Beppe glielo ho anche detto.

Niente politica, allora, ma resta in tv. Ma anche lei si adegua ai tempi: ora i programmi di Baudo subiscono la spending review.
Eheh, ma è una spending review che ha voluto Pippo Baudo. È stata fatta su sua richiesta. Ho chiesto che se il programma non starà nella media della rete, non venga continuato. Per dare il buon esempio, e forse anche con troppa modestia.

Mai troppa. Ma politica e televisione a parte, non ha nostalgie?
Nostalgie? Alcune. Mi mancano persone, amici. In generale, gli anni e il tempo trascorso. Alla mia età non può essere che così. Ma non ci si deve far cullare dai ricordi.

Certo.
Un uomo che si trincera nel passato è senza futuro.

È così.
E invece bisogna saper guardare alla realtà, e inventare, inventare sempre cose nuove. Anche sbagliando. Anche fallendo. Non bisogna più avere paura di fallire. Lo dico sempre ai giovani: abbiate coraggio. Non adagiatevi a fare programmi vecchi, che abbiamo già fatto noi, inventate. Fate. Create. Solo così si va avanti.

Giusto. Ma cambiando argomento, mi levi un’ultima curiosità: lei ha detto che Sharon Stone l’aveva ricevuta in camera quasi nuda.
Ah ah, sì.

Mi dica la verità: questa storia l’ha inventata.
No, no, è tutto vero. Ero entrato nella sua camera. Lei sa come sono queste attrici. Aveva solo gli slip, e mi diceva: “look at me”, “look me at well”. Ma io non mi sono mosso.

Ma come: con Sharon Stone. E perché mai?
Perché temevo che un mio approccio potesse concludersi con una gran magra.

Addirittura.
Lei sa come sono le americane: magari saltava su dicendo: “ll solito italiano che salta addosso alle ragazze”. Per carità. Meglio di no, assolutamente. E poi, le dico la verità, io sono fatto così: sono uno che non ama corteggiare le donne. Preferisco, molto di più, essere corteggiato da loro. 

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