È la storia delle storie, soffice e cattiva come solo le disequazioni sentimentali possono produrre. Da una parte un uomo discretamente maturo (73) e autorevolmente sulla scena professionale come Antonio Calenda, regista teatrale, direttore artistico da quasi diciotto anni dello Stabile di Trieste, dall’altra il soffio ventisettenne di Natasha Diamond-Walker (già il nome…), ballerina della Martha Graham Dance Company, che lo ha fatto volare sulle scintillanti vette dell’amore per poi farlo schiantare sulla spiacevolissima (e definitiva) montagna del Denaro.
Denaro che Calenda le ha largamente e “volontariamente” elargito (lui dice un bel cinquecentomila) senza fare un plisset, quando la pupa ha mostrato i suoi occhioni più dolci, raccontandogli della necessità di un aiutino per comprarsi la sua prima casa (a New York): ottanta metri lungo la West End Avenue (Upper West Side). «Ero innamorato, mi sono fidato», così malinconicamente il Calenda al Corriere della Sera.
Il quale Calenda, dopo essere stato cannato dalla Diamond-Walker e il conseguente ritorno di lei nella Grande Mela, ora rivorrebbe il malloppo (e secondo lui il maltolto, considerandolo prestito a tutti gli effetti) con interessi che comprenderebbero anche il legittimo risentimento: ottocentomila per il prestito, un milione per i danni (morali?).
La storia sentimentale del celebrato maestro e della giovane attrice (o anche dell’attor giovine) che s’innamora è parte integrante dei perigliosi mondi di cinema e teatro, che spesso si peritano di anticipare quei temi che poi la società moderna tradurrà in carne e sangue. Il vecchio e la ragazzina, modi di dire anche un filo irritanti che non spiegano nulla ma eccitano soltanto per immagini, quando invece la complessità dei sentimenti racchiude situazioni più profonde che meriterebbero almeno un po’ di delicatezza.
Chi scrive ha vissuto dall’esterno la grande storia del Piccolo di Milano, e pur sapendosi saldo sui gusti sessuali, spesso si è chiesto come avrebbe potuto non innamorarsi (se non fisicamente almeno idealmente) di quell’uomo fenomenale ch’era Giorgio Strehler (peraltro orgogliosamente etero), il quale nel corso della sua inarrivabile storia professionale avrà certamente fatto sognare molte della giovani attrici che hanno segnato il sacro palcoscenico di via Rovello. Andrà detto, a beneficio delle lettrici più giovani de Linkiesta, che Strehler era anche un uomo fisicamente bellissimo (oltre che un genio) a differenza del Calenda medesimo che onestamente non può reggere il confronto.
Ma ovviamente non è il punto della bellezza a interessarci e paradossalmente neppure l’altro, molto più suggestivo e raccontato in moltissime salse, di quel disequilibrio sentimentale che conduce persone più giovani a innamorarsi di soggetti molto, molto più maturi, complice la loro profondità intellettuale che incide in modo irreversibile sull’ingenua meraviglia di una maturità non ancora completamente formata.
No, noi qui si vuole proporre una terza angolazione, fors’anche politicamente scorretta, certamente concreta. E lo facciamo con una domanda secca: i soldi che durante il sodalizio sentimentale - che i protagonisti certamente immagineranno eterno - passano da un soggetto all’altro, anche sotto forma di prestito (d’amore), sono (ri)esigibili quando il rapporto va a carte e quarantotto e addirittura con l’uso di avvocati e carte bollate? O non sono comunque da considerarsi un pegno decisamente a fondo perduto?
Ora. Non sappiamo ovviamente i termini più privati che hanno legato la storia di Antonio (Calenda) e Natasha (Diamond-Walker), ma ci appare un filo problematico stabilire in anticipo, e con la precisione che i denari meriterebbero, che quei soldi prestati dovranno tornare un giorno nelle tasche di chi li ha elargiti, soprattutto perché i progetti di una casa comprendono sempre due persone (se molto innamorate) anche se l’assunto iniziale porterebbe a credere che sarà «solo» la casa di uno dei due.
Si potrebbe concludere, forse, che l’argomento soldi tra innamorati esigerebbe sempre una certa qual brillantezza, quel minimo di stile che permette onorevoli vie d’uscita quando le cose dovessero precipitare.
Tra Antonio e Natasha è andata diversamente.
Comments
Con questo articolo, state
Con questo articolo, state cercando di entrare nel politicamente scorretto, servendo, in maniera avvilentemente malcelata, un'opinione, una visione un po' becera ma spesso veritiera.
Con ordine: sì, mi sembra (non sono laureato in Giurisprudenza, ma ne capisco un pochino) che devono essere restituiti, a meno che non siano sposati. E uno.
Ora, di donne giovanissime e bellissime che si mettono insieme a uomini vecchi, grassi, magari anche un po' cafoni, ne è pieno e sarà sempre pieno il mondo. Ma cosa credete, che sia così difficile mettere insieme preparazione artistica, tecnica, e così via, nel campo dello spettacolo? Certamente, ma non è poi così proibitivissimo. E quindi si mostrano accondiscendenti, sapendo che il loro novello innamorato le aiutera in maniera eufemisticamente decisiva per la loro carriera artistica rispetto alle altre donne che non svendono i loro sentimenti sul piatto della carriera e che, magari, sono anche molto più brave e preparate di loro. E stendiamo un velo pietoso sulle varie carfagne in politica.
Sarà sempre così; almeno fino a quando non torneremo a lancargli i pomodori (o magari, permettetemi una battuta caustica, i vibratori) in faccia durante le loro penose e raccomandate figure.
Sarebbe bello finisse con
Sarebbe bello finisse con tutti e due cornuti e mazziati! Probabilmente farebbe "legislatura" e da ora in avanti signorine intraprendenti che si innamorano di ricchi uomini maturi correrebbero il rischio di restituire il maltolto! A loro (gli uomini maturi) l'onta di dover rendere pubblico quanto babbioni sono stati per poter riavere, forse, quanto intascato sotto varie forme dalla giovane moglie innamorata!!!!
chi la fà ..l'aspetti vedi
chi la fà ..l'aspetti
vedi Calenda e i soldi della prima moglie
lui è un pirla... come crede
lui è un pirla... come crede possibile che una dell'età di 27 anni si innamori di lui che praticamente potrebbe essere suo nonno.... ma per favore ... ripeto: lui è un pirla
Piccolo problema. Da quasi
Piccolo problema. Da quasi vent'anni Calenda è direttore artistico dello Stabile di Trieste. Non è pagato male, ma neppure come un marajà. È vero che da quando è direttore tutte le produzioni dello Stabile (tutte, tutte, tutte) sono firmate dalla sua regìa, che pare non sia gratuita (strano modo per fare il direttore. Chi è il più bravo regista in circolazione per questo testo? Io, naturalmente). Calenda dice che così il teatro risparmia: registi esterni costerebbero di più. Ma anche lui non deve costare poco, se può tirar fuori un bel tesoretto su due piedi per i begli occhi di Natasha. La quale va sostenuta da un comitato di solidarietà: una che in privato si è sopportata l'anziano per qualche mese merita l'appartamento, e anche di più.
Che stupidaggine...perché
Che stupidaggine...perché scomodare l'età, non c'entra nulla , c'entra l'ingenuità di lui nel voler dare valore a qualcosa che ha sottovalutato prima, i suoi soldi. l'amore e la passione, la pelle, non hanno sesso e non hanno età, ma se si è disposti a dare in base alle proprie possibilità e sostanze allora si fa una scelta razionale e ci si assume la responsabilità del gesto.
Non c'entra con l'articolo,
Non c'entra con l'articolo, ma è solo per giustificarmi: ho inserito due commenti a blog diversi in questo sito ed in entrambi i casi è uscito come anonimo. Non che abbia manie di protagonismo, ma 1. non mi piace mandare lettere anonime 2. soprattutto non capisco perché ci faccia compilare tante sicurezze per niente.
@ Anonimo il 12 agosto 2012 -
@ Anonimo il 12 agosto 2012 - 17:03
"E' stato idiota e ora non può lamentarsi. Si fosse messo con una donna della sua età non sarebbe successo."
Se si fosse messo con una donna della sua età -e “volontariamente” elargito un bel cinquecentomila, probabilmente adesso si sentirebbe ancor più idiota.
Ma a 73 anni poteva credere
Ma a 73 anni poteva credere che la giovincella stesse con lui per la sua avvenenza e per amore? Ha solo pagato lautamente quel che poteva trovare anche a prezzi più bassi. E' stato idiota e ora non può lamentarsi. Si fosse messo con una donna della sua età non sarebbe successo.
Le uniche separazioni prive
Le uniche separazioni prive di sofferenza sono quelle in cui entrambi, in amicizia o indifferenza, hanno da troppo tempo cessato di amare, perché l'amore romantico …si sa, almeno quello fra due persone, è "al di là del bene e del male"
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