Analisi

Ecco tutta la verità che Nagel non può dire

Lorenzo Dilena

Pressato dagli scandali, l’a.d. di Mediobanca Alberto Nagel rilascia una clamorosa intervista a Repubblica. In cerca di una sponda politica cerca di vendere un’improbabile immagine: quella del banchiere estraneo e ostile al mondo berlusconiano, con cui peraltro fa affari da anni. Anche l’affermazione riferita ai Ligresti che «i rubinetti si sono chiusi nel 2007» è falsa. Il metodo del potere con il mondo di Cesare Geronzi, verso il quale rivendica una discontinuità, è in realtà lo stesso. Di innovativo in quel che Nagel ha fatto non c’è nulla:  a cominciare dal disprezzo per gli investitori su cui è costruita l’operazione Unipol-Fonsai. 

Alberto Nagel e Cesare Geronzi
Alberto Nagel e Cesare Geronzi

Secondo una linea di pensiero ben radicata in Mediobanca, concedere interviste ai giornali per un banchiere sarebbe inutile: perché la verità non si può dire, e le bugie non si dicono. E invece questa mattina, Alberto Nagel, l’attuale amministratore delegato di Mediobanca, ha rilasciato un’intervista a Repubblica (leggi qui). Ed è riuscito nel capolavoro di smentire e allo stesso tempo confermare la saggezza del vecchio adagio caro alla tradizione di Piazzetta di Cuccia. 

La conferma è che un banchiere di relazione e potere, quale Nagel è, la verità non può dirla. Men che meno sul caso Fondiaria Sai e sullo scandaloso salvataggio orchestrato da Mediobanca. Al più, qualche mezza verità mischiata a tanto fumo. La smentita è che le interviste dei banchieri non siano utili. Quella di Nagel, invece, lo è, perché evidenzia il tentativo disperato di trovare una sponda politica, mandando messaggi trasversali, e cercando di accreditarsi come interlocutore del mondo finanziario presso il governo dei tecnici di Mario Monti o presso quella parte politica che, nei calcoli del banchiere, erediterà il testimone da Monti. La stessa parte politica a cui viene ritenuta vicino Unipol, il gruppo controllato dalle Coop, che Nagel ha prescelto per gestire l’operazione di salvataggio di Fondiaria Sai.

A tale scopo cerca di vendere un’improbabile immagine: quella del banchiere estraneo ed ostile al cosiddetto mondo berlusconiano, con cui peraltro fa affari da anni, del manager che cerca di difendere l’autonomia della banca, quando fu proprio lui, nei momenti decisivi, a schierarsi con chi – Cesare Geronzi,  i francesi guidati da Vincent Bolloré, i Ligresti – mise alla porta l’a.d. Vincenzo Maranghi nel 2003.

Con quel mondo il banchiere Nagel è sempre stato molto sensibile. Alla Fondiaria Sai dei Ligresti ha erogato 1,1 miliardi nell’arco di cinque anni, a cominciare dal 2003. «I rubinetti si sono chiusi nel 2007», afferma l’a.d. di Mediobanca. Il quale evidentemente si dimentica dei 250 milioni di “finanziamento subordinato di natura ibrida e perpetua” dati a Fondiaria-Sai il 14 luglio 2008. Come pure della partecipazione alla ristrutturazione del debito Premafin a fine 2010, o del finanziamento di 63 milioni al fondo immobiliare Tikal gestito dalla Sai Investimenti. Per completare il quadro, non va dimenticata la presenza di Jonella Ligresti nel comitato per le remunerazioni di Mediobanca, che ha avallato compensi milionari mai visti in Piazzetta Cuccia.

L’affresco della guerra di potere per bande è una narrazione molto affascinante ma fra Nagel, che si definisce “innovatore”, e quella che lui definisce come “restauratori”, a cominciare dal fantasma di Cesare Geronzi, non c’è grande differenza. Il metodo del potere è lo stesso. Soprattutto, la narrazione della guerra di potere conferma che dentro quella logica Nagel pensa e si muove.

Se invece si guardano i fatti concreti, di innovativo in quel che Nagel ha fatto non c’è nulla. Anzi c’è il peggio del passato che lui dice di volere contestare. Le lotte di potere. Gli accordi segreti “per presa conoscenza”.  Anche a mettere da parte per un attimo la questione del “papello” fra Nagel e don Salvatore Ligresti, per la quale entrambi sono indagati per ostacolo all’attività delle autorità di vigilanza, resta la questione di fondo: la colossale distruzione di risparmio che è stata realizzata da Nagel con il progetto Uni-FonSai.

Allo scandalo del sostegno bancario alla gestione Ligresti della Fondiaria, in modo da tappare i buchi patrimoniali della compagnia, si aggiunge lo scandalo dell’operazione cosiddetta di salvataggio. Basta un solo numero: oggi FonSai capitalizza 880 milioni (senza considerare le azioni di risparmio). Meno dei 916 milioni entrati in cassa con l’ultimo aumento di capitale. Il valore della società pre-aumento è stato più che azzerato. Come se, prima dell’ultimo aumento, FonSai avesse un valore negativo di 40 milioni. Questa è la «banca d’affari che ragiona in ottica di mercato», con la compiacenza delle autorità di controllo che dovrebbero tutelare gli investitori.

Twitter: @lorenzodilena

 

Comments

perchè c'è gente che muore di

perchè c'è gente che muore di fame e questi....buon dio pensaci tu!

Articolo bello e lucido,

Articolo bello e lucido, anche i commenti, sorge una domanda ma da quanti decenni e' che Mediobanca non azzecca una operazione di natura industriale, che non siano concessioni o costruzioni e poi perche' nel comitato remunerazioni non hanno messo il Cavallo dei Ligresti, che tra le altre non e' un brocco? Almeno fra un nitrito e l'altro il segretario del patto avrebbe cercato un esperto mediatore culturale....

Articolo bello e lucido,

Articolo bello e lucido, anche i commenti, sorge una domanda ma da quanti decenni e' che Mediobanca non azzecca una operazione di natura industriale, che non siano concessioni o costruzioni e poi perche' nel comitato remunerazioni non hanno messo il Cavallo dei Ligresti, che tra le altre non e' un brocco? Almeno fra un nitrito e l'altro il segretario del patto avrebbe cercato un esperto mediatore culturale....

In gran parte condivido e

In gran parte condivido e complimenti per il pezzo, molto ben scritto e istruttivo. Però mi permetterei un paio di osservazioni:

- il cosiddetto papello è senz'altro un infortunio grave, che Nagel rischia di pagare molto caro, ma, premettendo che non sono un giurista, se non c'è stato passaggio di denaro non capisco come si possa configurare l'ostacolo alle attività degli organi di vigilanza; x ora, mi pare un processo alle intenzioni. Poi vedremo se la Procura ha in mano qualcos'altro.

- che Nagel abbia messo alla porta Geronzi e che per tutto il periodo del Berlusconismo arrembante abbia fatto in qualche modo da argine, insieme ad altri, alle mire del Cav nel mondo della finanza è innegabile. Basta ricordare quanta anticamera hanno fatto fare a Ligresti prima di ammetterlo nel patto Rcs. E pure Bolloré ha rischiato seriamente di essere cacciato dalla vicepresidenza delle Generali, tant'è che ormai da mesi se ne sta molto più zitto. Ovviamente, Nagel è un banchiere, mica un guerrigliero: e i banchieri fanno affari, non lotta politica, e tengono rapporti trasversali, come papi ed editori.

- condivido in toto le critiche all'operazione Fonsai-Unipol, ma occorrerebbe anche ricordare che il secondo gruppo assicurativo italiano rischiava di finire in mano ai francesi. Non sto dicendo che questo giustifica tutto ma, se le Generali si azzardassero a mirare a Groupama, credo che Hollande manderebbe i Mirage a bombardare piazza Unità d'Italia.

Buon lavoro e complimenti per il lavoro che fate.

Pasquina, dimentichi che con

Pasquina,

dimentichi che con questa operazione probabilmente all'artigiano sono stati anche portati via i risparmi di una vita, chi aveva azioni Fonsai ed Unipol si è ritrovato tutto AZZERATO, e non è che queste aziende rappresentassero due realtà a rischio del panorama Italiano, infatti sono già tornate a fare utili, sono due colossi assicurativi...
Ma il disegno era chiaro e la Consob ha dato il suo benestare: i piccoli risparmiatori dovevano pagare per i crediti facili concessi dalle banche ai Ligresti per un decennio almeno!!!! E' l'Italia dei ladri, dove anche Monti, Passera e Napolitano fanno finta di nulla, finchè derubano la povera gente è tutto ok!!!! Vergognatevi tutti!!!! Questo è un paese semplicemente incivile!!!

Complimenti a Lorenzodilena ,

Complimenti a Lorenzodilena , tuttavia ci sono altre cose irriferibili che la stampa ha trascurato.
Studiatevi l'affare dei " Palazzi di Via Brenta a Lecce " alias il tribunale ne leggerete delle belle.
C'è anche uno schema dell'operazione su youtube
http://youtu.be/cD49RAauYhU e seguenti .

Non sapevo che Jonella

Non sapevo che Jonella Ligresti fosse nel comitato remunerazioni di Mediobanca, per me è una notizia incredibile. Che vergogna!!! Sarebbe stato 100 volte meglio Mara Carfagna, è carina (come dice Silvio: la sua più grande dote) e probabilmente anche più onesta.

Dai pensa ai milioni di

Dai pensa ai milioni di leasing per i suoi cavalli erogati da unicredit mentre un artigiano fa fatica a farsi finanziare un tornio o un padroncino un Iveco Daily da 35 Q.li per lavorare

Si può asserire

Si può asserire tranquillamente che Linkiesta ha fornito su un piatto d'argento una notizia seria e degna di nota a quotidiani un po' "ingessati" come Il Sole 24, La Repubblica e Il Corriere della Sera, per citarne solo alcuni. Prima o poi bisogna passare il testimone caro Eugenio. La Repubblica non sveglia più l'italia. Quella stupenda campagna pubblicitaria ideata da Emanuele Pirella possiamo dire che è storia davvero passata, come il Pomì ( o così o Pomì, sulle pagine dei giornali è sempre la stessa zuppa).

carlomaria

Questo personaggio ha

Questo personaggio ha studiato un progetto e l'ha portato avanti con arroganza pazzesca, al solo scopo di portare via i risparmi della povera gente (AZZERATI I RISPARMI DI CHI AVEVA INVESTITO IN FONSAI e UNIPOL), e questo personaggio ha ancora il coraggio di parlare? Possibile non via sia giustizia in questo paese???? Un tale [omissis] dovrebbe stare già almeno in galera, chi ruba una mela va in galera, perché i manager che guadagnano milioni di euro e che rubano ai poveri non vengono condannati immediatamente??? In che paese viviamo??? Pm Orsi, per favore, torni subito dalle vacanze e ficchi in carcere sta gentaglia, glielo chiedono i piccoli risparmiatori a cui sono stati azzerati i conti correnti!!! Noi in vacanza non siamo più potuti andare grazie a Nagel (perchè è già tanto se possiamo ancora mangiare, io personalmente sono senza lavoro, ci mancava pure che sparissero i miei risparmi...), vogliamo almeno giustizia immediata!!!!

Che vergogna e che

Che vergogna e che ladri......e la consob che fa?........Dovrebbero obbligarli ad opare i titoli minoritari della galassia ex ligresti, con un premio del 1000% anzi10000%.......solo in italia succedono ste ruberie......vergogna!!!

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